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Paragrafo 2 . Le comunicazioni di massa, l'educazione e la cultura.

     
Essenziale  per  la  realizzazione di un  regime  totalitario  era  il
controllo  del  sistema culturale. In quest'ultimo campo  il  fascismo
intervenne  in  modo massiccio, allo scopo non solo di  sostenere  gli
obiettivi  principali del regime, ma anche e soprattutto di  costruire
un  consenso di massa fondato sulla totale integrazione tra societ  e
stato  fascista. Si cerc pertanto di fare in modo che la gente,  ogni
comune  cittadino, si sentisse parte integrante, soggetto  attivo  del
regime,  cosicch  l'adesione  fosse spontanea  e  il  fascismo  fosse
sentito come "normale", connaturato alla societ italiana. Per questo,
pur  non tralasciando la letteratura, le arti e le scienze, il  regime
dedic  molta  attenzione  a  tutti  i  mezzi  di  informazione  e  di
educazione di massa, come la scuola, la stampa, il cinema, il  teatro,
la radio, lo sport, il turismo, le manifestazioni e le feste popolari.
Attraverso  questi  mezzi, infatti, esso poteva  far  sentire  la  sua
presenza  in  ogni  momento e aspetto della realt sociale,  ottenendo
cos un pi immediato e diffuso consenso.
     Tema   centrale  della  propaganda  era  il  mito   del   "duce".
L'adozione  stessa del termine stava ad indicare che Mussolini  doveva
essere considerato
     
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     non  solo il capo del governo, ma la guida del paese e, in quanto
tale, incarnare tutti i valori su cui si fondava la nazione italiana e
lo  stato fascista. Egli doveva essere visto come capo politico,  come
padre,  soldato,  operaio,  contadino,  atleta,  in  modo  che   tutti
potessero  identificarsi in lui. La figura di Mussolini  assunse  cos
connotati  irreali, simbolici, sino a diventare appunto una specie  di
mito.
     La  stampa  fu  chiamata a svolgere una propaganda  sia  diretta,
tramite l'esaltazione dei fatti, dei personaggi e degli obiettivi  pi
significativi    del   regime,   sia   indiretta,    attraverso    una
rappresentazione  della societ sostanzialmente  falsa,  ma  tale  che
sembrasse  funzionare secondo le migliori aspettative della  gente.  A
tale  scopo  si  cercava di mettere in risalto  ci  che  poteva  dare
impressione di ordine, di sicurezza, di pace sociale, di rispetto  dei
valori tradizionali della famiglia, della religione, dell'amore per la
terra,  mentre  si  evitava che venissero diffuse notizie  di  cronaca
nera, relative a problemi sociali ed economici e persino ad epidemie e
calamit naturali.
     Anche  la  radio  svolse  un ruolo di cassa  di  risonanza  delle
grandi manifestazioni del regime. Un ancora pi efficace strumento  di
propaganda  fu  il  cinema.  I  film della  normale  produzione  erano
sottoposti  ad  una rigida censura. Nel 1925 venne fondato  l'istituto
nazionale   LUCE   (l'unione  cinematografica   educativa,   un   ente
parastatale alle dirette dipendenze del capo del governo), al quale fu
affidato il monopolio della propaganda cinematografica e il compito di
produrre film educativi e scientifici. Nel 1926 un provvedimento  rese
obbligatoria  la  proiezione  in tutte le  sale  cinematografiche  dei
cinegiornali LUCE, che esaltavano le varie attivit, cerimonie e opere
del  regime,  i  suoi personaggi pi significativi  e  in  particolare
Mussolini.
     I  mezzi  di  informazione svolsero insomma un ruolo fondamentale
nella   diffusione   del  mito  del  "duce".   Essi   furono   infatti
abbondantemente  utilizzati  per  costruire  un'immagine  pubblica  di
Mussolini   che   si   distinguesse  per  la   forza,   il   coraggio,
l'instancabile dedizione alla patria ed al lavoro; erano  esaltate  le
sue  gesta  sportive,  veniva mostrato e descritto  al  lavoro  tra  i
contadini  e  gli operai, enorme rilievo era dato ai suoi  discorsi  e
all'entusiasmo popolare suscitato dalle sue apparizioni  in  pubblico;
mentre   non  veniva  mai  diffusa  alcuna  informazione  che  potesse
intaccare  la sua reputazione di uomo sano, forte, coraggioso,  sempre
giovane, tanto che si arriv a vietare addirittura la pubblicazione di
notizie  e anche di semplici allusioni alle sue malattie e perfino  al
suo compleanno.
     Anche  all'educazione giovanile furono dedicate  molte  cure,  in
modo   che   le  nuove  generazioni  crescessero  inquadrate   secondo
l'ideologia  fascista e l'educazione stessa fosse un altro  importante
strumento  per  il  consolidamento  del  consenso.  A  tale  scopo  si
procedette   alla  fascistizzazione  delle  istituzioni   scolastiche,
attraverso  l'emanazione di direttive ai vari ordini di  scuole  e  la
sorveglianza sugli insegnanti e sui testi scolastici. Nell'aprile  del
1926  venne  fondata  l'opera nazionale Balilla, per  "l'assistenza  e
l'educazione fisica e morale della giovent" dagli otto ai diciassette
anni.  Nel  1929 furono istituiti i Fasci giovanili per i giovani  dai
diciotto ai ventuno anni, che, insieme ai gruppi universitari fascisti
costituiti  gi  nel 1920, vennero posti alle dirette  dipendenze  del
segretario del partito fascista.
     Altro  importante  strumento di propaganda  erano  le  cosiddette
opere  celebrative.  Esse erano di vario tipo: scritte  sui  muri  che
ricordavano i motti, i
     
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     miti  e  gli  obiettivi del regime; monumenti spesso raffiguranti
Mussolini  e di dimensioni enormi; riproduzioni di emblemi e  simboli,
tra  cui  il  fascio  littorio; edifici pubblici realizzati  in  stile
monumentale.  Numerose  erano  anche  le  manifestazioni;  particolare
rilievo veniva dato alle cerimonie relative alle varie ricorrenze  del
regime,   come  l'anniversario  della  marcia  su  Roma,  che  divent
"capodanno fascista" ed era festeggiato con parate e adunate di massa.
Il  regime  incoraggi e promosse anche numerosissime  feste  e  sagre
legate  alle  tradizioni popolari, religiose  e  non,  in  ogni  parte
d'Italia.  Un  importante ruolo in questo campo fu  svolto  dall'opera
nazionale  dopolavoro, che si occupava dell'organizzazione  del  tempo
libero.
     Il  fascismo cerc di intervenire anche sulla letteratura, l'arte
e  le  scienze  perch affiancassero il regime. A tale scopo  sostenne
idee,  movimenti, opere, letterati, artisti e scienziati che  riteneva
potessero svolgere un'efficace azione di propaganda. Fu questo il caso
del  movimento  dei  futuristi, di "Strapaese" e di personaggi  famosi
della  letteratura e della scienza, tra cui Luigi Pirandello, Giuseppe
Ungaretti,  Guglielmo  Marconi  e  l'architetto  Marcello  Piacentini.
Inoltre cerc anche di promuovere una propria "cultura", attraverso la
fondazione  di  istituzioni, come l'istituto  fascista  di  cultura  e
l'accademia  d'Italia,  e  di  riviste  quali  "Critica  fascista"   e
"Educazione fascista".
     L'atteggiamento  degli intellettuali verso  il  fascismo  non  fu
uniforme. Un certo numero sostenne il regime; molti vi aderirono  solo
formalmente   o   per   opportunismo,  per   continuare   a   svolgere
tranquillamente la propria attivit; altri si estraniarono dalla  vita
politica  e  dall'impegno pubblico; alcuni infine  parteciparono  alla
lotta antifascista clandestina.
